Luna Nera / Rivolgi il tuo sguardo alla notte

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Luna Nera / Rivolgi il tuo sguardo alla notte

Rapa rossa, Curcuma, Ibisco e inchiostri su carta / marzo 2020

Vinci la tua paura del buio” ci dice Ecate “Accetta di scomparire, di divenire tutta nera come la Luna, solo così potrai tornare a splendere. Il rinnovamento passa innanzitutto dalla morte. Fidati di me, tocca la mia mano e lascia che ti sollevi in volo attraverso questa notte. Una volta che sarai nella profondità più oscura vedrai la Terra da lontano e ne scoprirai la vera Bellezza. Seguimi, ti insegnerò i segreti delle stelle, delle radici, delle profondità nere dell’oceano. Nell’oscurità tutto è Uno. Lì puoi trovare ogni conoscenza. Il buio è il mantello che avvolge il mondo, è la parte interiore di ciascuno di noi. Scendi insieme a me nel tuo buio, dove si estende la saggezza infinita. La luce è meravigliosa, ma è il buio che le permette di esistere. Impara ad amarlo e i segreti della Notte diverranno anche i tuoi. Le mie chiavi schiudono le porte del tuo inconscio: seguimi, sarò la tua compagna quando incontreremo gli spettri che lo abitano. Anche gli spettri meritano amore e io sono la loro signora. Te li farò conoscere e imparerai a parlare con loro. Seguimi, vola via con me, non avere paura del tuo potere. La Luna c’è sempre, anche quando scompare. Ascolta la Voce del Buio.”

www.ilboscodelladea.com

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Paura Abbracciami

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Paura abbracciami
fammi sprofondare
quaggiù sul tuo fondale
le stelle brillano di più.
Posso raccoglierle
appenderle ai miei rami
farle arrivare lontano.

Illustration for Carla Bertogg // private commission



ORTICA / work in progress #3 / PiNO Topipittori

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PiNO, ovvero Piccoli Naturalisti Osservatori è una collana della Casa Editrice Topipittori dedicata all’osservazione di quello che vive intorno a noi, per avvicinare al piacere della scoperta e alla bellezza della natura. Ortica invece è una bambina selvatica che sta risalendo le montagne per raccontare le sue scoperte ai futuri lettori. Work in progress!

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La Donna Albero a Disognando / Biblioteca Sala Borsa

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RONIN / Bruto Minore / vinyl artwork & un’intervista

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https://www.ronintheband.com/

https://blackcandyrecords.bigcartel.com/product/ronin-bruto-minore

Intervista doppia a Bruno Dorella e Marina Girardi \\ FRAME Rai Radio live:

https://www.raiplayradio.it/audio/2019/09/Frame-del-1392019-Ronin-Bruto-Minore-1f75fef9-8ab1-47af-ad66-b7df2f8cab0a.html

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L’ORA DEL MONDO // 13 dicembre 2019 // Marzabotto

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Mani di albero, Nido di Silenzio // in mostra per la Festa degli Alberi

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Mani di Albero, Nido di Silenzio

Marina Girardi

MOSTRA DI OPERE ORIGINALI

Evento in collaborazione con la Festa degli Alberi 2019

22 novembre / 11 gennaio

OPENING

venerdi 22 novembre // h18.00

incontro con l’autrice:

lettura di appunti per nuovi canti

accompagna Costanza Borsari // arpa celtica

Tessiture di disegno, cammino, meditazione

per intrecciare tra i rami degli alberi

nidi di silenzio, di ascolto, di cura.

orari di apertura:

martedì – sabato 09.30–19.30

// domenica 10.30–19.30 // lunedi 15 -19.30

Mondo di Eutèpia

Via Alfredo Testoni 5/D 40123 Bologna

051 0935590

www.mondodieutepia.com

www.magira.altervista.org

La Festa degli Alberi 2019 è promossa dal Comune di Bologna, Città Metropolitana di Bologna, Fondazione Villa Ghigi e Associazione Italiana Direttori e Tecnici Pubblici Giardini.

Il programma completo degli eventi della Festa degli alberi è scaricabile qui:

www.fondazionevillaghigi.it/festadeglialberi2019

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Domenica 1 dicembre // Ore 10-13
IN CAMMINO CON LA DONNA ALBERO

Escursione guidata, laboratorio artistico e concerto a cura della Cooperativa Madreselva e di Marina Girardi

Punto di ritrovo al Centro Visite il Museo del Bosco

Via Porancè 8 – Località Porancè – Baigno – Camugnano

Un’escursione guidata nel cuore del parco Regionale Laghi di Suviana e Brasimone accompagnati dall’illustratrice Marina Girardi per raccogliere segni e suggestioni degli alberi attraverso la pratica del disegno dal vero e per scoprire quanto gli alberi ci assomigliano. Le Canzoni della Donna Albero ci aspetteranno al termine del cammino: “Vorrei camminare camminare camminare, rimanere a fissare per ore uno scheletro d’albero, fino a provare brividi per lo stupore nel vedere quanto m’assomiglia”.

A pagamento: 20 euro adulti, 15 euro bambini (sotto i 14 anni). Per tutti. Indispensabile la prenotazione.

Info [email protected] – coopmadreselva.it – 349 4653877 (Gianluca)

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ORTICA / work in progress #2 / PiNO Topipittori

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PiNO, ovvero Piccoli Naturalisti Osservatori è una collana della Casa Editrice Topipittori dedicata all’osservazione di quello che vive intorno a noi, per avvicinare al piacere della scoperta e alla bellezza della natura. Ortica invece è una bambina selvatica che sta risalendo le montagne per raccontare le sue scoperte ai futuri lettori. Work in progress!

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Dhyan & Drawing – Meditazione e Disegno

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Il Kundalini Yoga è sostegno e nutrimento per la mia arte da lungo tempo. La meravigliosa fusione tra pratiche fisiche e meditative che fanno parte di questa disciplina contribuisce ad aprire lo spazio di ascolto in cui nascono le mie creazioni poiché sia arte che yoga sono una ricerca della circolarità vitale che unisce tutto ciò che ci circonda con la nostra interiorità. La conclusione del percorso per diventare insegnante mi dà finalmente la possibilità di approfondire questo legame, di creare nuovi intrecci tra arte e yoga e di condividerli.

Nasce così Dhyan & Drawing, pratiche di yoga e meditazione in risonanza con l’esplorazione del segno e del gesto pittorico per entrare in connessione con la radice del potenziale creativo e intrecciare nidi di silenzio, di ascolto e di cura.

Segui gli aggiornamenti su Facebook: Dhyan&Drawing

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NYUBU – Bedoyela e gli Arimanni

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Bedoyela e gli Arimanni

Bedoyela, figlia della betulla, fu ritrovata appesa al ramo di un’albero dai guerrieri Arimanni della Val di Fassa e affidata a una saggia Vivèna, fata dei boschi. Dea Bianca, Kore, divinità del primo ciclo lunare dell’anno e della prima runa celtica dell’alfabeto arboreo, Bedoyela sacrifica il suo salvatore, che divenne poi il suo sposo, trafiggendolo con una freccia di vischio. Con la sua morte si concluse la stagione solare nell’equinozio d’autunno e ebbe inizio il lungo inverno.

Gruppo del Sella, Alba di Canazei, Ciampac, Buffaure, Passo di San Nicolò, Col Ombert, Ombretta, Marmolada / settembre 2019

Soundrtack: Penguin Cafè / Live @ Suoni delle Dolomiti

Qui i Post di Nyubu

e la pagina fb  NYUBU

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I colori della Madre Terra: intervista per Terranuova.it

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La preziosa opportunità di raccogliere le mie tante ramificazioni e di allacciarle con un solo filo me la dona Giuditta Pellegrini con questa intervista per Terranuova.it

I colori della Madre Terra: intervista a Marina Girardi

Cantastorie, illustratrice, fumettista, yogini: sono solo alcuni degli aspetti che fanno di Marina Girardi un’artista poliedrica, che racconta del nostro rapporto perduto con la Terra. La sua è una ricerca espressiva potente, che dissotterra simboli antichi capaci di riappacificarci con la natura, anche nel suo lato più selvatico.

Illustratrice e fumettista con numerose pubblicazioni alle spalle. Ma anche cantastorie, autrice di canzoni e yogini: sono solo alcuni degli aspetti che fanno di Marina Girardi un’artista poliedrica, che racconta del nostro rapporto perduto con la Terra. Attraverso lo sguardo guidato dai protagonisti delle sue storie, quasi sempre ambientate in paesaggi naturali o fiabeschi, la separazione col regno della natura si squarcia. Che si tratti di antri nei tronchi d’albero, degli occhi indagatori di un cervo o di una tempesta in città, la visione che ci restituisce della natura marina Girardi è emozionante, onesta e diretta e ci rende testimoni di un mondo palpitante che chiede di essere preservato. Sempre in viaggio per paesi e città, a piedi o con la bicicletta da pittrice da lei modificata per trasportare colori, cavalletto e disegni, che le permette di dipingere in mezzo alla gente, Marina Girardi è portatrice di una ricerca espressiva potente, che dissotterra simboli antichi capaci di riappacificarci con la natura, anche nel suo lato più selvatico.

Marina, da dove nasce la tua ispirazione?

La mia ispirazione è sempre venuta dalle forti impressioni che ricevo dai luoghi, dal legame con essi e dal loro attraversamento. Soprattutto luoghi dove la natura e le persone sono in stretto contatto, perché sono stata abituata a frequentarli fin da bambina, seguendo l’impulso del momento, piuttosto che strade preordinate. Lo strumento dell’immagine e della parola combinati insieme come nell’illustrazione e il fumetto, mi consentono sia di descrivere quello che incontro che di esprimere un’elaborazione più intima, evocativa. Il canto mi permette di raccontare un vissuto che è legato a quello del corpo mentre l’attraversamento a piedi di ambienti naturali di creare l’ampiezza temporale in cui la mente si riordina e si riallinea alla sua struttura più selvatica. Ho sempre avuto bisogno di camminare in natura, in maniera lenta, seguendo il mio tempo interiore, lasciando spazio per l’osservazione e per aspettare di ricevere quello che arriva.

E’ per questo che hai iniziato a organizzare laboratori di disegno dal vero durante delle camminate in mezzo alla natura?

Si, ho iniziato a creare questo tipo di situazione anche per e con altre persone. Quando si cammina insieme si apre un dialogo tra i partecipanti, si crea immediatamente un’atmosfera di condivisione. Il cammino è un coadiuvante dell’energia creativa, in cui è immediato il rilassamento delle tensioni e il sentirsi a proprio agio in quello che si fa, andando oltre le voci che ci dicono che non siamo all’altezza. Queste passeggiate collettive, con le narrazioni che mettiamo in atto, sono poi fonte di ispirazione anche per me. Quello che propongo è un approccio, a volte è il gruppo che mi porta in luoghi dove non sono mai stata. Io semplicemente guido lo sguardo, l’osservazione. Questi laboratori sono nati intorno alla narrazione a fumetto, ma ora li sto sempre più asciugando, rendendoli delle vere e proprie esperienze emozionali dei luoghi. La storia del posto, le leggende, si intrecciano al vissuto della persona che partecipa, fino a far sì che nasca un’impressione poetica personale e unica. Il racconto e il disegno sono gli strumenti di indagine e di osservazione attraverso cui rimane traccia del riflesso emotivo che il paesaggio ha impresso sul partecipante.

Tu pratichi yoga da molto tempo, stai facendo la scuola per diventare insegnante di Yoga Kundalini. In che modo yoga e meditazione entrano nel contesto della tua espressività?

Soprattutto nella maniera in cui consentono di approfondire l’ascolto. Spesso, anche durante i laboratori in natura, apriamo uno spazio meditativo, anche con persone che non l’hanno mai fatto. Già solo fermarci e stare in silenzio amplifica le sensazioni di tutto ciò che riceviamo dall’osservazione. Questo fa si che le persone si calino nel paesaggio più profondamente, perché sentono di farne parte. Credo che questa sia la cosa più preziosa, perché quello che siamo arrivati a fare come genere umano scaturisce molto dal fatto che non siamo più in ascolto, non sentiamo più questa unione con le cose che ci circondano. Anche il disegno stesso è una tecnica di contemplazione che permette di diventare un’antenna: attraverso gli occhi e poi la mano il paesaggio entra dentro di noi e lascia una traccia, ci trasforma, in una forma di profonda empatia che permette di sanare il senso di separazione che viviamo.

Credi che questa relazione con il tempo, con la natura, con ciò che muta come le stagioni può avvenire anche se si vive in città?

In città è molto più difficile, perché siamo sempre in rapporto con degli altri esseri umani e con le loro opere e non ci mettiamo mai veramente in relazione con uno spazio altro da noi, come quello naturale che ci avvolge e coinvolge totalmente. Sono convinta che in città si possano senz’altro forgiare degli strumenti, è un laboratorio umano e per questo è molto interessante, però credo che per sentire in profondità la pasta di cui siamo davvero fatti, sia necessario uscire e ricavarsi degli spazi di silenzio al cospetto di qualcosa di più grande. La città inoltre ovatta il nostro realismo ecologico e gli sconvolgimenti climatici arrivano in gradazione molto minore. Appena esci e sali anche solo di pochi metri di altitudine ti rendi conto di un bosco che sta soffrendo perché non piove da mesi, della neve che cade su alberi con già le foglie, di un torrente che invade la strada, di una frana che non ti permette di passare: tutte cose di cui in città non si ha la percezione.

Credi che il tuo lavoro potrebbe essere un modo per portare la natura di fronte a chi non ha più questo legame?

Sicuramente, e sto cercando di farlo anche in altro modo, per esempio attraverso le favole, che mi consentono di lavorare in ambienti artificiali, come quello urbano. Le fiabe sono dei boschi simbolici, attingono al nostro immaginario archetipico, che è comune a tutti e attraverso la loro lettura ritroviamo il senso di unione universale. C’è un coinvolgimento sensoriale minore rispetto a quello che si ha in natura, però si scava a livelli molto profondi nella psiche.

Molte tue immagini, come quelle che rappresentano bambine eroiche o Dee in stretta simbiosi con il regno delle natura, sono delle icone molto potenti. Pensi che possano avere un impatto nella ricostruzione dell’immaginario collettivo, oggi così frammentato e colonizzato?

Queste immagini non sono altro che il forte bisogno di restituire quello che ricevo da una ricerca di stato di connessione. Hanno un impatto forte perché in realtà sono già parte delle altre persone. Attingono ad un immaginario collettivo di cui è necessario ritrovare le tracce, e lo sto facendo io come tanti altri artisti. Il nostro immaginario è devastato e dobbiamo riportare alla luce le fonti iconografiche che sono strumenti di rifugio, dialogo e connessione.

ORTICA / work in progress#1 / PiNO Topipittori

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PiNO, ovvero Piccoli Naturalisti Osservatori è una collana della Casa Editrice Topipittori dedicata all’osservazione di quello che vive intorno a noi, per avvicinare al piacere della scoperta e alla bellezza della natura. Ortica invece è una bambina selvatica che sta risalendo le montagne per raccontare le sue scoperte ai futuri lettori. Work in progress!

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