Archivi per gennaio, 2010

Fortezza Bastiani

Postato venerdì, gennaio 29th, 2010 at 10:56

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Una piccola storia a fumetti

Solo su Spaghetti

Maga Magira intervista…

Postato mercoledì, gennaio 27th, 2010 at 16:11

foto mari giove mauri

Signore e signori… LA MARINA pressapoco SI LAUREA! Robe da rimanerci secchi.

E per rendervi partecipi pubblicherà proprio qui su queste pagine nocemoscatesi parte della tesi…robe da strarimanerci secchi!

Se poi la parte della tesi consiste in interviste ad alcuni degli autori fumettari più interessanti degli ultimi tempi commentate da Maga Magira... allora robe da rimanerci stramegasecchi!

Voilà une petite introduction et puis… Le prime due interviù:

Gianluca Costantini-Marco Corona, tanto per star leggeri!


INTRO:
Quando ho chiesto a Marino Neri se aveva voglia di rispondere ad un’indagine sull’aspetto sperimentale del suo lavoro, mi ha risposto che certo, ne sarebbe stato ben lieto, anche se a dire il vero si considera prosecutore di una solida tradizione.
Bene, il fatto è proprio questo. L’avanguardia è ormai una tradizione consolidata in tutte le arti, dalla pittura al teatro, dalla musica alla letteratura, dal cinema alla grafica. L’unica eccezione riguarda il fumetto, nel cui ambito le tendenze avanguardistiche sono tacciate di snobismo, e gli autori che lavorano per allargare le frontiere dell’arte sequenziale, sono spesso considerati dei senza dio.
D’altronde è la storia che si ripete, visto che, parafrasando Costantini, “il fumetto è un’arte che va ancora alle elementari. Tutto in fondo dipende da quanto il lettore ha voglia di lasciarsi trasportare.”
Il fatto è che se ti affidi ai disegni di Bruno, Costantini, Corona, Neri, Cattani, Marijpol, Vähämäki, Setola e colleghi, non scopri vie di fuga fantastiche dalla normalità o rassicuranti rifugi di sogno dalla realtà da incubo. Le loro storie sono modellate sui piccoli fatti dell’esistenza quotidiana, sono impregnate degli aspetti più insignificanti della realtà che ci circonda, traggono le loro perturbanti deformazioni da specchi puntati direttamente sulla cruda ordinarietà. Ma proprio da questo deriva la loro forza.
Questi autori, in pieno accordo con la tradizione dell’arte d’avanguardia, invece di scappare dal caos, e di rifugiarsi dentro a strutture narrative preimpostate, fanno propria la fluidità della sua forza vitale, invece di temere la disarmonia, la coltivano senza farsi tentare da giudizi estetici e morali totalizzanti. Per sopravvivere in un mondo preconfezionato coltivano l’anarchica ricchezza del disordine, la potenza primordiale della metafora, come bambini si infilano gli stivali di gomma e invece di evitare la pozzanghera per non sporcarsi di fango, ci si ficcano dentro correndo e saltando.
Dice Andrea Bruno: “Mi piace pensare che nelle espressioni artistiche si possa sempre rintracciare anche una componente per così dire asociale, qualcosa di estraneo al potere e irriducibile al controllo del mercato.“ E, in epoca di totalitarismo economico e culturale, pare che il trucco stia proprio nel fare affidamento sulla fluidità. Anche quella del fango.

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Disegnare con il filo spinato,

Gianluca Costantini e le trincee che parlano.


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Senza virgole, i combine comics di Marco Corona

tra Hiroshima e Bogotà, passando dalla Pianura Padana.


Pieve del Pino 3. Le borse della Titti

Postato lunedì, gennaio 25th, 2010 at 14:32

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La Titti abita sopra di tutti qui alla Pieve, nella mansarda, da dove risuonano i suoi mantra kundalini, almeno tre volte al dì. Oltre che maestra di Yoga é un’artigiana del cuoio. Fa bellissime borse, cinture, portafogli con cuciture grosse a vista (www.myspace.com/scrittosullapelle). E anche lei vende le sue cose in strada a Bologna, così delle volte al sabato scendiamo insieme. Parcheggiamo in periferia e poi prendiamo l’autobus coi nostri carrellini carichissimi di roba. Se siamo di buon umore cantiamo e ridiamo per tutto il tragitto. E poi ci rincontriamo la sera, confrontando le vendite, le dita congelate e il passaggio di gente. Grande Titti! Eccoci l’estate scorsa tra i fagiani!
fagiano Titti

Pieve del Pino 2. Marchino!

Postato mercoledì, gennaio 13th, 2010 at 19:15

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Domenica è venuto a trovarci Marchino. Abbiamo cucinato la crema coi biscotti, siamo andati a fare Ufo-robot sui calanchi, lo abbiamo pettinato, lo abbiamo aggiornato sulle novità editoriali e poi abbiamo trascorso qualche oretta a pogare tutti insieme sul tappeto con la musica dei Pearl Jam a tutto volume (anche se a lui non bastava mai!)

Eccoci qui a suonare insieme l’estate scorsa:

(e baci a Chara e Luigi!)marchino

Rosarno

Postato sabato, gennaio 9th, 2010 at 17:23

rosarno

Pieve del Pino 1. Anno nuovo, vino nuovo!

Postato venerdì, gennaio 8th, 2010 at 10:42

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Qui alla Pieve del Pino abbiam brindato all’anno nuovo con del bianco autoprodotto…il neonato Sammorino della Pieve.

I Tardoni sono gli abitanti della grande casa di Pieve del Pino,

e Sammorè (da cui “Sammorino”) è il monte sulla cui costa s’adagia la vigna che il contadino Carlo ci ha lasciato in gestione.

Ecco com’è andata la vinazione, CIN CIN!

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vendemmia-due…e brindo alla vostra anche per la bella recensione di Kurden People su Mucchio di Gennaio (cioè sul numero…666!!), che trovate in edicola oppure QUI

Buon anno da Marco Paci e Roberto La Forgia

Postato giovedì, gennaio 7th, 2010 at 15:35

Giro a tutti voi gli auguri di buon anno dei miei amici bravissimi disegnatori (… e non solo!) Marco Paci e Roberto La Forgiadownloaddownload-1

MMIX

Postato giovedì, gennaio 7th, 2010 at 15:00

E’ possibile visitare ancora per pochi giorni (chiude il 15 gennaio) MMIX, Illustrazione e fumetto a confronto una mostra , curata da alcuni studenti della Facoltà di Design dello IUAV di Venezia, che si tiene negli spazi espositivi dell’Accademia di Belle Arti di Bologna. Maga Magira vi espone alcune illustrazioni tratte dal lavoro “Come Wang-Fô fu salvato”.

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Da Dulcamara a Passi leggeri sulla terra (… al corpo emotivo delle parole!)

Postato mercoledì, gennaio 6th, 2010 at 12:29


qui-ed-altrove I disegni che pubblico in questo post sono di Andrea Magnolini.

Andrea l’ho conosciuto conducendo laboratori per i bambini alla Dulcamara, una fattoria didattica che si trova sulle colline di Ozzano (BO), gestita da una cooperativa di ragazzi che da anni scommette sul desiderio di scegliere e sperimentare comportamenti più rispettosi della Terra, attraverso l’agricoltura biologica, l’educazione ambientale, la fattoria sociale e l’ospitalità in agriturismo. (nel video che trovate qui, Matteo vi spiega tutto!)

Insieme ad Andrea, ai laboratori per la parata Par Tôt del 2007, abbiamo costruito un enorme donnone in terra cruda, ovvero un idolo per noi baccanti fatto con un impasto di argilla e paglia, che avrebbe dovuto sfilare con noi in parata, ma che è stato prematuramente rapito dagli alieni.bobbabobba forever

Andrea ora non vive più in Dulcamara, ma si occupa di artigianato (costruisce forni in terra cruda, stufe in muratura e cesti intrecciati) e di orticoltura biologica (e bellissime strutture viventi) e fa parte di Passi leggeri sulla terra, un gruppo che gravita intorno all’Ecoistituto di Cesena e che conduce vari laboratori di mestieri dimenticati e Educazione Ambientale a Bologna e dintorni.

Dulcis in fundo ospito qui l’invito a partecipare a Il corpo emotivo delle parole, un seminario di due giorni che esplora attraverso la voce e il corpo la lettura di un racconto a cui si è emotivamente legati.
Il laboratorio è condotto da Antonella Delli Carri counselor biosistemico e Fabio Michelini attore, e le iscrizioni sono aperte fino al 23 gennaio.milva

Ritratti 7. Livia

Postato sabato, gennaio 2nd, 2010 at 17:05

livia-ritratto

La scorsa estate son riuscita a toccare il mare solo due volte. La prima, a fine aprile, è stata in Turchia, laggiù dove fa l’angolo con la Siria. All’orizzonte si vedeva Antiochia, c’era un gran sole caldo e noi stavamo per inerpicarci sulle montagne curde. La seconda volta è stata ai primi di ottobre al Lido di Classe, vicino a Cervia, sulla santa riviera romagnola. La mia amica Livia ha condotto me e Alberto attraverso la pineta scrocchiante di vento e poi lungo la spiaggia, giù quasi fino alle foci del Bevano.
Livia a Cervia ci è nata e le piace il mare in inverno, e nonostante la centrocommercializzazione della riviera, dopo anni di vita bolognese, ha deciso di tornare a vivere vicino al mare. E noi la torneremo a trovare.