Maga Magira intervista…

Postato il mercoledì, gennaio 27th, 2010 at 16:11

foto mari giove mauri

Signore e signori… LA MARINA pressapoco SI LAUREA! Robe da rimanerci secchi.

E per rendervi partecipi pubblicherà proprio qui su queste pagine nocemoscatesi parte della tesi…robe da strarimanerci secchi!

Se poi la parte della tesi consiste in interviste ad alcuni degli autori fumettari più interessanti degli ultimi tempi commentate da Maga Magira... allora robe da rimanerci stramegasecchi!

Voilà une petite introduction et puis… Le prime due interviù:

Gianluca Costantini-Marco Corona, tanto per star leggeri!


INTRO:
Quando ho chiesto a Marino Neri se aveva voglia di rispondere ad un’indagine sull’aspetto sperimentale del suo lavoro, mi ha risposto che certo, ne sarebbe stato ben lieto, anche se a dire il vero si considera prosecutore di una solida tradizione.
Bene, il fatto è proprio questo. L’avanguardia è ormai una tradizione consolidata in tutte le arti, dalla pittura al teatro, dalla musica alla letteratura, dal cinema alla grafica. L’unica eccezione riguarda il fumetto, nel cui ambito le tendenze avanguardistiche sono tacciate di snobismo, e gli autori che lavorano per allargare le frontiere dell’arte sequenziale, sono spesso considerati dei senza dio.
D’altronde è la storia che si ripete, visto che, parafrasando Costantini, “il fumetto è un’arte che va ancora alle elementari. Tutto in fondo dipende da quanto il lettore ha voglia di lasciarsi trasportare.”
Il fatto è che se ti affidi ai disegni di Bruno, Costantini, Corona, Neri, Cattani, Marijpol, Vähämäki, Setola e colleghi, non scopri vie di fuga fantastiche dalla normalità o rassicuranti rifugi di sogno dalla realtà da incubo. Le loro storie sono modellate sui piccoli fatti dell’esistenza quotidiana, sono impregnate degli aspetti più insignificanti della realtà che ci circonda, traggono le loro perturbanti deformazioni da specchi puntati direttamente sulla cruda ordinarietà. Ma proprio da questo deriva la loro forza.
Questi autori, in pieno accordo con la tradizione dell’arte d’avanguardia, invece di scappare dal caos, e di rifugiarsi dentro a strutture narrative preimpostate, fanno propria la fluidità della sua forza vitale, invece di temere la disarmonia, la coltivano senza farsi tentare da giudizi estetici e morali totalizzanti. Per sopravvivere in un mondo preconfezionato coltivano l’anarchica ricchezza del disordine, la potenza primordiale della metafora, come bambini si infilano gli stivali di gomma e invece di evitare la pozzanghera per non sporcarsi di fango, ci si ficcano dentro correndo e saltando.
Dice Andrea Bruno: “Mi piace pensare che nelle espressioni artistiche si possa sempre rintracciare anche una componente per così dire asociale, qualcosa di estraneo al potere e irriducibile al controllo del mercato.“ E, in epoca di totalitarismo economico e culturale, pare che il trucco stia proprio nel fare affidamento sulla fluidità. Anche quella del fango.

gianluca_costantini

Disegnare con il filo spinato,

Gianluca Costantini e le trincee che parlano.


corona5

Senza virgole, i combine comics di Marco Corona

tra Hiroshima e Bogotà, passando dalla Pianura Padana.


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