Ortica e altre abitantesse della montagna @ Batiboi Gallery // Cles (TN) // 16 oct – 15 nov 2020

Postato il giovedì, ottobre 8th, 2020 at 12:30

Manifesto Batibòi Gallery

Marina Girardi
“Ortica e altre abitantesse della montagna”
Batibōi Gallery // Cles (TN)
16 ottobre / 15 novembre
Sono così felice di annunciare l’avvio, con una mostra personale dei miei lavori, di una nuova realtà culturale a Cles, in Val di Non, Trentino Alto Adige.
Venerdì 16 ottobre ore 20.00 Batibōi Gallery apre i battenti con l’inaugurazione della mostra di illustrazioni di MARINA GIRARDI ‘Ortica e le altre abitantesse della montagna’ (mostra aperta dal 16 ottobre al 15 novembre, tutti i giorni, con orario 16.00-18.00 e durante gli eventi)
A seguire concerto di Marina Girardi “Le canzoni della donna albero”.
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Appare cosi, Marina Girardi, felice “cantastoriessa” venuta da un passato lontano, antico tuttavia moderno, risalente ad un’ infanzia quasi fiabesca, fatta di picnic nei boschi, visite ai nonni in motorino, viaggi per il mondo in roulotte e in camper, assorta nei propri pensieri eppure mai persa e confusa in essi, ancorata alla propria famiglia e a quel senso di casa che le è mondo.

Forte di quelle lunghe percorrenze e chilometri intrapresi, nelle sue opere affiorano le sensazioni e le visioni che muovono il suo essere umano e artistico, in qualità di illustratrice, fumettista e cantautrice. Affiorano e trovano concretezza nelle scelte di vita che la portano a proseguire quei viaggi esperenziali per l’Italia, per raccontare le storie nascoste dentro al paesaggio, nel progetto Nomadisegni; la conducono in sella a una speciale bicicletta da pittrice (che trasforma in atelier mobile) a dipingere e a conoscere l’unicità delle persone, per le strade di paesi e città nel progetto Magirainbici; la trasformano in Donna albero in cui torna a crescere sulle montagne.

Lascia increduli, affascina e al tempo stesso commuove, come nelle più belle storie della letteratura, il suo stile di vita e pensiero, palpabili nelle potenti immagini fotografiche che troviamo nel suo blog, ma soprattutto in quelle dei suoi libri di cui viene esposta qui una selezione.

Nata in viaggio in bicicletta sui crinali appenninici, “Ortica” ha preso coraggio, voce e forma dai diari naturalistici dei paesaggi attraversati, mimetizzandosi in essi, cambiando colore, con curiosità e ansia di spazi, luoghi e cose a cui dar nome, divenendo una sorta di “Guida all’ascolto della natura selvatica”. In modo intimo e delicato, con profondo amore, parla a piante, animali, acque, terre, fenomeni metereologici, del tempo delle stagioni e lo spazio dei boschi, delle montagne, dei campi, popolati da forme viventi piene di saggezza e in continuo mutamento, nominate con cura, precisione, su duplice registro narrativo e scientifico-descrittivo.

Il linguaggio artistico del fumetto e dell’illustrazione, consentono rispettivamente di farci sostare sugli incontri narrati (interiori e con gli altri) e di sviluppare una parte più contemplativa, osservativa del paesaggio ritratto. Il suo stile è inconfondibile: pastelli ben definiti e pennellate di acquerelli più dolci e sfumate, con toni cromatici intensi diversi, ispirati alle stagioni per avvicinarci al piacere della scoperta della natura e al suo ciclo vitale. Alcune tavole, naturalmente integrate nella narrazione, senza preamboli ci portano a fare esperienze concrete, prendendo spunto dalle pratiche antiche dello yoga, richiamando una dimensione di ascolto, attenzione e connessione tra sé e il creato.

I sui peculiari linguaggi poetici e artistico-musicali si ritrovano anche nella raccolta di canzoni illustrate “Le canzoni della donna albero”, le cui note da assaggiare con lentezza, ci fanno riflettere su un bisogno urgente di rallentamento dei ritmi frenetici propri di quest’epoca e ritorno alla profonda sostanza delle cose, riconducendoci alla contemplazione di quelle finestre, attraverso le quali, da artista autentica, ci invita a guardare, per essere lettori più felici in divenire.

M.Ignazia Carboni

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“Batibōi Gallery prende il nome dal termine dialettale della Val di Non ‘batibòi’ che significa ‘bollibolli’, fermento. “
La nascita di un nuovo spazio culturale è come l’apertura di un cratere in cui può risalire e ribollire la linfa che scorre in fiumi sotterranei. Sono così felice di aver contribuito all’apertura della Batibōi Gallery, un nuovo spazio per creatività, arte e incontro tra le montagne trentine, con i miei dipinti e canti nati in cammino sotto, sopra, dentro la montagna.
Un grazie super speciale a Paola Parenti, Isa Nebl, Marcello Nebl e a tutti gli abitantessi grandi e piccoli della valle venuti a incontrarci!
Evviva!

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