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I colori della Madre Terra: intervista per Terranuova.it

Postato sabato, agosto 10th, 2019 at 13:25

La preziosa opportunità di raccogliere le mie tante ramificazioni e di allacciarle con un solo filo me la dona Giuditta Pellegrini con questa intervista per Terranuova.it

I colori della Madre Terra: intervista a Marina Girardi

Cantastorie, illustratrice, fumettista, yogini: sono solo alcuni degli aspetti che fanno di Marina Girardi un’artista poliedrica, che racconta del nostro rapporto perduto con la Terra. La sua è una ricerca espressiva potente, che dissotterra simboli antichi capaci di riappacificarci con la natura, anche nel suo lato più selvatico.

Illustratrice e fumettista con numerose pubblicazioni alle spalle. Ma anche cantastorie, autrice di canzoni e yogini: sono solo alcuni degli aspetti che fanno di Marina Girardi un’artista poliedrica, che racconta del nostro rapporto perduto con la Terra. Attraverso lo sguardo guidato dai protagonisti delle sue storie, quasi sempre ambientate in paesaggi naturali o fiabeschi, la separazione col regno della natura si squarcia. Che si tratti di antri nei tronchi d’albero, degli occhi indagatori di un cervo o di una tempesta in città, la visione che ci restituisce della natura marina Girardi è emozionante, onesta e diretta e ci rende testimoni di un mondo palpitante che chiede di essere preservato. Sempre in viaggio per paesi e città, a piedi o con la bicicletta da pittrice da lei modificata per trasportare colori, cavalletto e disegni, che le permette di dipingere in mezzo alla gente, Marina Girardi è portatrice di una ricerca espressiva potente, che dissotterra simboli antichi capaci di riappacificarci con la natura, anche nel suo lato più selvatico.

Marina, da dove nasce la tua ispirazione?

La mia ispirazione è sempre venuta dalle forti impressioni che ricevo dai luoghi, dal legame con essi e dal loro attraversamento. Soprattutto luoghi dove la natura e le persone sono in stretto contatto, perché sono stata abituata a frequentarli fin da bambina, seguendo l’impulso del momento, piuttosto che strade preordinate. Lo strumento dell’immagine e della parola combinati insieme come nell’illustrazione e il fumetto, mi consentono sia di descrivere quello che incontro che di esprimere un’elaborazione più intima, evocativa. Il canto mi permette di raccontare un vissuto che è legato a quello del corpo mentre l’attraversamento a piedi di ambienti naturali di creare l’ampiezza temporale in cui la mente si riordina e si riallinea alla sua struttura più selvatica. Ho sempre avuto bisogno di camminare in natura, in maniera lenta, seguendo il mio tempo interiore, lasciando spazio per l’osservazione e per aspettare di ricevere quello che arriva.

E’ per questo che hai iniziato a organizzare laboratori di disegno dal vero durante delle camminate in mezzo alla natura?

Si, ho iniziato a creare questo tipo di situazione anche per e con altre persone. Quando si cammina insieme si apre un dialogo tra i partecipanti, si crea immediatamente un’atmosfera di condivisione. Il cammino è un coadiuvante dell’energia creativa, in cui è immediato il rilassamento delle tensioni e il sentirsi a proprio agio in quello che si fa, andando oltre le voci che ci dicono che non siamo all’altezza. Queste passeggiate collettive, con le narrazioni che mettiamo in atto, sono poi fonte di ispirazione anche per me. Quello che propongo è un approccio, a volte è il gruppo che mi porta in luoghi dove non sono mai stata. Io semplicemente guido lo sguardo, l’osservazione. Questi laboratori sono nati intorno alla narrazione a fumetto, ma ora li sto sempre più asciugando, rendendoli delle vere e proprie esperienze emozionali dei luoghi. La storia del posto, le leggende, si intrecciano al vissuto della persona che partecipa, fino a far sì che nasca un’impressione poetica personale e unica. Il racconto e il disegno sono gli strumenti di indagine e di osservazione attraverso cui rimane traccia del riflesso emotivo che il paesaggio ha impresso sul partecipante.

Tu pratichi yoga da molto tempo, stai facendo la scuola per diventare insegnante di Yoga Kundalini. In che modo yoga e meditazione entrano nel contesto della tua espressività?

Soprattutto nella maniera in cui consentono di approfondire l’ascolto. Spesso, anche durante i laboratori in natura, apriamo uno spazio meditativo, anche con persone che non l’hanno mai fatto. Già solo fermarci e stare in silenzio amplifica le sensazioni di tutto ciò che riceviamo dall’osservazione. Questo fa si che le persone si calino nel paesaggio più profondamente, perché sentono di farne parte. Credo che questa sia la cosa più preziosa, perché quello che siamo arrivati a fare come genere umano scaturisce molto dal fatto che non siamo più in ascolto, non sentiamo più questa unione con le cose che ci circondano. Anche il disegno stesso è una tecnica di contemplazione che permette di diventare un’antenna: attraverso gli occhi e poi la mano il paesaggio entra dentro di noi e lascia una traccia, ci trasforma, in una forma di profonda empatia che permette di sanare il senso di separazione che viviamo.

Credi che questa relazione con il tempo, con la natura, con ciò che muta come le stagioni può avvenire anche se si vive in città?

In città è molto più difficile, perché siamo sempre in rapporto con degli altri esseri umani e con le loro opere e non ci mettiamo mai veramente in relazione con uno spazio altro da noi, come quello naturale che ci avvolge e coinvolge totalmente. Sono convinta che in città si possano senz’altro forgiare degli strumenti, è un laboratorio umano e per questo è molto interessante, però credo che per sentire in profondità la pasta di cui siamo davvero fatti, sia necessario uscire e ricavarsi degli spazi di silenzio al cospetto di qualcosa di più grande. La città inoltre ovatta il nostro realismo ecologico e gli sconvolgimenti climatici arrivano in gradazione molto minore. Appena esci e sali anche solo di pochi metri di altitudine ti rendi conto di un bosco che sta soffrendo perché non piove da mesi, della neve che cade su alberi con già le foglie, di un torrente che invade la strada, di una frana che non ti permette di passare: tutte cose di cui in città non si ha la percezione.

Credi che il tuo lavoro potrebbe essere un modo per portare la natura di fronte a chi non ha più questo legame?

Sicuramente, e sto cercando di farlo anche in altro modo, per esempio attraverso le favole, che mi consentono di lavorare in ambienti artificiali, come quello urbano. Le fiabe sono dei boschi simbolici, attingono al nostro immaginario archetipico, che è comune a tutti e attraverso la loro lettura ritroviamo il senso di unione universale. C’è un coinvolgimento sensoriale minore rispetto a quello che si ha in natura, però si scava a livelli molto profondi nella psiche.

Molte tue immagini, come quelle che rappresentano bambine eroiche o Dee in stretta simbiosi con il regno delle natura, sono delle icone molto potenti. Pensi che possano avere un impatto nella ricostruzione dell’immaginario collettivo, oggi così frammentato e colonizzato?

Queste immagini non sono altro che il forte bisogno di restituire quello che ricevo da una ricerca di stato di connessione. Hanno un impatto forte perché in realtà sono già parte delle altre persone. Attingono ad un immaginario collettivo di cui è necessario ritrovare le tracce, e lo sto facendo io come tanti altri artisti. Il nostro immaginario è devastato e dobbiamo riportare alla luce le fonti iconografiche che sono strumenti di rifugio, dialogo e connessione.

ORTICA / work in progress#1 / PiNO Topipittori

Postato martedì, agosto 6th, 2019 at 13:45

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PiNO, ovvero Piccoli Naturalisti Osservatori è una collana della Casa Editrice Topipittori dedicata all’osservazione di quello che vive intorno a noi, per avvicinare al piacere della scoperta e alla bellezza della natura. Ortica invece è una bambina selvatica che sta risalendo le montagne per raccontare le sue scoperte ai futuri lettori. Work in progress!

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Donna Albero Appenninica

Postato martedì, luglio 30th, 2019 at 12:51

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Niente di più prezioso che riempire il tempo di intrecci di tempo insieme, aprire lo sguardo sul bosco e farci inverdire di linfa.

Grazie grazie grazie a Sara Lodovisi e a tutti gli organizzatori di questa festa a bordo cielo! ‪#‎gentieborghidellasambuca

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La Donna Albero e Alberico @ IntoTheWood Festival ( Carpegna – PU )

Postato martedì, luglio 2nd, 2019 at 13:22

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http://www.intothewoodfestival.com/

https://www.facebook.com/intothewoodfestival/

con Rocco Lombardi

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RONIN // Bruto Minore // Artwork

Postato martedì, luglio 2nd, 2019 at 11:27

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“Bruto Minore” è il nuovo disco dei Ronin. Vedrà la luce il 16 settembre e questa è la copertina.

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I colori della luna / Campo delle Donne Kundalini Yoga 2019

Postato mercoledì, maggio 29th, 2019 at 12:22

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I COLORI DELLA LUNA

illustrazione per Campo delle Donne Kundalini Yoga Italia

29 agosto – 1 settembre 2019

Le Torracce Assisi (PG)

www.facebook.com/KundaliniDonne/

www.kundalinidonne.org

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Teatro Improbabile

Postato martedì, maggio 21st, 2019 at 16:32

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Voilà l’immagine per l’edizione 2019 della rassegna “Teatro Improbabile” di Noale (VE)

https://www.facebook.com/TeatroImprobabile/

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Birba chi legge // Assisi fa storie

Postato lunedì, maggio 6th, 2019 at 12:24

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BIRBA CHI LEGGE è un festival di narrazione per bambini e ragazzi che si terrà ad Assisi dal 30 maggio al 2 giugno.

La Donna Albero ne farà parte, nel frattempo ha mandato in avanscoperta la bambina seme!

Birba è una bambina che, cammina cammina, raccoglie nel suo nido di silenzio le stelle che le illuminano il sentiero. Come fanno gli uccelli, che dopo aver beccato i semi, li spargono per i campi, lei li semina lungo il suo cammino. E crescono così alberi di storie e boschi di immaginazione, dove tutto può accadere e ogni cosa è legata alle altre in un’unica grande costellazione.

Qui il programma completo del festival:

http://www.birbachilegge.it/programma-2019

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Piccoli insieme ad anziani, scambio di disegni, canti e poesie, Rina di novant’anni dipinge un albero che balla, e poi Assisi piena di libri, spettacoli, visioni e bambini di tutte le età: ancora il cuore stropicciato dagli abbracci, grazie Alessandra Comparozzi e tutto lo staff, e viva viva Birba chi legge!

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La Donna Albero va incontro alla primavera!

Postato martedì, febbraio 12th, 2019 at 13:52

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Marina Girardi

Le Canzoni della Donna Albero

mostra delle tavole originali del libro illustrato a Marzabotto (BO)

::: inaugurazione domenica 10 marzo 2019 :::

h 16 Biblioteca Comunale Marzabotto ::: LABORATORIO di PITTURA Che foresta cresce sulla nostra testa? 3/12 anni ingresso libero – gradita prenotazione

h 17 Biblioteca Comunale Marzabotto ::: CONCERTO per chitarra e voce Marina Girardi canta e racconta Le canzoni della Donna Albero

h 18.30 Osteria di Marzabotto ::: APERITIVO di vernissage

La mostra sarà visitabile fino al 12 maggio 2019 presso:

Biblioteca Comunale Casa della Cultura e della Memoria ::: Via Aldo Moro, 2 – Marzabotto BO // tel 051 6780501 [email protected]

Osteria di Marzabotto ::: Via Porrettana Nord, 15 – Marzabotto BO // tel 051 931476

Evento a cura dell’ assessorato alla cultura del Comune di Marzabotto, nell’ambito della rassegna Donna Fiera.

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Le Canzoni della Donna Albero alla Libreria Farfilò di Verona – Giovedì 21 febbraio

Evento facebook: https://www.facebook.com/events/2239045749693008/

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Tierra. Nuove rotte per un mondo più umano

https://www.facebook.com/tierranuoverotte/

LO SGUARDO CHE ABBRACCIA IL CORPO

Postato sabato, febbraio 9th, 2019 at 14:07

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LO SGUARDO CHE ABBRACCIA IL CORPO

tre giornate di pratica e di ricerca in natura,

seguendo la traccia delle percezioni e delle modalità espressive del nostro corpo

domenica 31 marzo / 14 – 28 aprile 2019 presso La Caracola, Luminasio BO

Nella cornice suggestiva dei colli bolognesi, un ciclo di tre incontri che invitano a contattare intimamente il nostro corpo, uno spazio che abitiamo sin dal principio e che talvolta ci sfugge nella sua complessità. La proposta è quella dell’incontro con la propria dimensione corporea più autentica attraverso tre diversi approcci di ricerca che integrano pratiche fisiche, meditative e artistiche.

domenica 31 marzo H 10.00 / 17.00

CAMMINANDO DENTRO LE MIE STANZE

con Eleonora Galbusera e Concetta Paduanello

Insieme vivremo l’esperienza di entrare con curiosità nella nostra prima casa, che è il corpo. Quale la sua atmosfera? Cosa accade se apriamo i sensi e usciamo con un passo dalle interminabili storie che ci racconta la mente? Possiamo trovare rifugio tra le nostre pareti? Attraverso il movimento, il respiro, la scrittura, l’uso creativo della fotografia giocheremo a esplorare cosa accade appena sotto la superficie della forma, che per lo più distrattamente vestiamo.

Eleonora Galbusera è psicologa psicoterapeuta. Integra da anni nella sua pratica clinica il corpo che, insieme alla parola, è protagonistadel potenziale trasformativo che è in ognuno di noi. Si è occupata nel tempo di teatroterapia, mindfullness, fototerapia. Pratica meditazione zen nella tradizione di Thich Nath Han. www.eleonoragalbusera.com

Concetta Paduanello è psicologa psicoterapeuta sistemico relazionale. Integra la sua pratica con tecniche mutuate da Voice Dialogue, psicodramma, letture di medicina cinese, fiaba terapia e fototerapia. Pratica Qi gong e yoga.

domenica 14 aprile H 10.00 / 17.00

IN EQUILIBRIO DINAMICO. MINDFULNESS PER LA VITA DI TUTTI I GIORNI

con Paola Garuti

Un percorso esplorativo tra corpo, pensieri, emozioni e relazioni, sperimentando pratiche da integrare nel nostro quotidiano.

Paola Garuti è psicologa, formatrice (laurea in filosofia e master in pedagogia), insegnante di Mindfulness protocollo MBSR (abilitata dal Center For Mindfulness university of Massachusetts UMASS). Insegnante abilitata di IMP – Mindfulness interpersonale, insegnante di Hatha Yoga – UISP.

www.mindfulnessyoga.it

domenica 28 aprile H 10.00 / 17.00

DISEGNARE IL PAESAGGIO DEL NOSTRO CORPO

con Marina Girardi

Esploreremo il segno e il gesto pittorico come strumenti espressivi dell’orientamento della nostra struttura corporea per creare una mappa simbolica. A sostegno dell’attività praticheremo insieme Kundalini Yoga per attivare la nostra capacità di auto-ascolto e la nostra carica creativa.

Marina Girardi è illustratrice, fumettista e cantastorie. Il suo intento è quello di indagare il lato selvatico che lega gli esseri umani alla natura attraverso il disegno, la narrazione e la musica, che spesso diventano strumenti di condivisione nei suoi laboratori con bambini e adulti. Sta completando gli studi per diventare insegnante di Kundalini Yoga e la sua ricerca si muove anche nell’ambito del Sat Nam Rasayan, un’ arte della cura attraverso la meditazione.

www.magira.altervista.org

DOVE: Presso Associazione Culturale La Caracola

via Medelana 3 – Luminasio, Marzabotto (BO) www.lacaracola.it www.facebook.com/associazionecaracola

Possibilità di pernottamento in loco presso B&B La Caracola

COSTO: 220 euro per l’intero ciclo + 5 euro di tessera associativa (10% di sconto per iscrizioni entro il 9 marzo)

PER INFO E ISCRIZIONI (entro 26 marzo):

[email protected]  tel 349 1750178 (lasciare messaggio in segreteria)

La Donna Albero @ Altoforno Impasti Agresti

Postato lunedì, gennaio 28th, 2019 at 12:59

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Sotto ai Sassi di Rocca Malatina, sull’Appennino Modenese, i viandanti vengono accolti nel rifugio Altoforno Impasti Agresti. Cucina biologica a KM 0, lievitazione naturale e calorosa gestione familiare. Agnese, Gabriele e i loro collaboratori sono squisiti quanto le loro torte e la Donna Albero naturalmente non poteva chiedere di meglio che cantare al caldo fuocherello del loro camino. Ci rivedremo presto, nella bella stagione, per una passeggiata disegnata sui sentieri del Parco Regionale in cui è immerso il rifugio. Viva!

https://www.facebook.com/Altofornoimpastiagresti/

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Fiola de Caora

Postato domenica, gennaio 20th, 2019 at 10:53

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Per illustrare le attitività didattiche del Museo Etnografico della Provincia di Belluno e del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi di Seravella (Cesiomaggiore – BL) quest’anno sono stati utilizzati i dipinti del ciclo “Fiola de caora”, che ho realizzato alcuni anni fa.

L’idea di Fiola de Caora è nata dal fenomeno del ‘baliatico’ che in passato ha visto molte donne dell’arco alpino andare a servizio presso le famiglie ricche delle città come balie da latte. Nel partire, le giovani madri affidavano il proprio neonato alle cure dei parenti e spesso succedeva che questi, per nutrirlo, ricorressero al latte di capra, provocandone spesso la malattia o perfino la morte.

In questo lavoro mi sono confrontata con grandi superfici pittoriche e questa scelta risponde al bisogno di evocare e dare spazio alle figure materne delle donne di montagna per ritrarle durante le loro innumerevoli fatiche quotidiane. Gli strumenti di lavoro, ispirati al materiale raccolto nel Museo Etnografico, spogliati dalla loro funzione originaria, si caricano qui di un potere simbolico, necessario a innescare un processo di riscoperta e rinascita.

FIOLA DE CAORA

6 pannelli – Acrilico su tavola – 100 x 70cm

http://www.museoetnograficodolomiti.it/

https://www.facebook.com/www.museoetnograficodolomiti.it/

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